UNIVERSITA’: MOBILITAZIONI IN TUTTA ITALIA

LA GELMINI METTE L’UNIVERSITA’ IN GINOCCHIO, NOI ALZIAMO LA TESTA!

“Autonomia, responsabilità e merito”. Queste sono le linee guida del Governo per l’Università italiana. I dati pubblicati in questi giorni dal Miur mostrano come l’Università statale versi in uno stato a dir poco pietoso. Gli iscritti negli ultimi due anni sono diminuiti del 2% e anche i nuovi iscritti sono in calo. Gli studenti “regolari”, cioè che hanno raggiunto i crediti dell’anno in corso, sono scesi al 51,6%. A questi dati si aggiunge l’aumento del 10% di iscritti alle università private: chi può permettersi tasse esorbitanti non sceglie di certo un’università che è sull’orlo del collasso e che alla fine del percorso di studi non ti permette di spendere il titolo conseguito.

L’ “autonomia universitaria”, introdotta dal ministero Zecchino-Berlinguer, ha aperto la gestione degli atenei ai privati ed ora il ddl Gelmini decreta che i membri esterni nei Consigli di Amministrazione devono essere almeno il 40%. Inoltre il ddl consente agli atenei di “assumere la forma giuridica di fondazioni” e quindi di affiancare al CdA un direttore generale, ossia un manager a tutti gli effetti.

E’ chiaro l’intento del Governo di mettere in ginocchio l’università pubblica e togliersi questo “grande” peso (lo 0,8% del Pil), in questa condizione i singoli atenei dovranno affidarsi a banche e affaristi per non dichiarare il fallimento.

Tutte le ultime contro-riforme hanno portato solo a tagli e attacchi ai lavoratori, siamo arrivati a blocchi del turn-over fino al 20% per il personale, con particolare discriminazione per gli atenei “non meritevoli”. Per tutti quelli che vorrebbero insegnare ma non riescono ad avere un vero contratto, gli atenei danno la possibilità di stipulare “contratti di lavoro a titolo gratuito”: vuoi insegnare? Fallo pure, ma per l’università non devi essere un peso!

Di fronte alla “riforma epocale” della Gelmini, studenti, ricercatori, docenti e personale amministrativo in tutta Italia si stanno mobilitando, con occupazioni nelle principali università. Anche a Bologna c’è stata una protesta al rettorato contro il ddl e il rettore si è espresso a favore degli intenti della ministra dimostrando come il baronato non si senta per nulla minacciato dai tagli.

Il Collettivo Autunno Caldo da pieno sostegno alla mobilitazione dei lavoratori dell’università , a difesa dei posti di lavoro contro tagli e licenziamenti, per un’istruzione pubblica, gratuita, laica e di qualità.

Mobilitiamoci:

- per il ritiro di tutte le controriforme a partire dall’autonomia universitaria

- per un immediato raddoppio dei fondi a scuola e università pubblica

- nemmeno un centesimo dei soldi pubblici a scuole e università private

- per l’assunzione a tempo indeterminato di tutti i dipendenti dell’università e sblocco del turn-over

Collettivo Autunno Caldo Csu Bologna

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