CARO-SCUOLA: SI COMINCIA DALL'ISCRIZIONE
DILAGA LA PRATICA DEI “CONTRIBUTI VOLONTARI” PER COPRIRE I BUCHI LASCIATI DALLA RIFORMA GELMINI
Alla fine del mese scorso, dopo che il termine era già stato spostato per via dei disguidi che hanno accompagnato l´entrata in vigore dei provvedimenti previsti dalla riforma dell´istruzione, si sono ultimate le iscrizioni alle prime classi delle scuole superiori. A Pavia, così come nelle scuole pubbliche di ogni altra città italiana il contributo economico volontario delle famiglie che accompagna sempre le iscrizioni è cresciuto moltissimo. Ogni istituto deve provvedere a tutte le esigenze collegate allo svolgersi dell´anno scolastico e le ultime diminuzioni dei fondi pubblici destinati alla scuola di sicuro non aiutano.
Così per coprire le spese di pagelle, materiali di laboratorio, progetti e fotocopie si deve ricorrere alle famiglie degli studenti, la maggior parte delle quali, con ogni probabilità, non è nemmeno a conoscenza della possibilità di non versare il contributo.
A Pavia, a seconda dei diversi indirizzi scolastici e alle diversa natura delle spese che vengono affrontate dagli istituti, si arriva a toccare, alla scuola alberghiera, picchi di 265 euro per alcune classi, soldi che servono a comprare il materiale di laboratorio (soprattutto per la cucina) – per provvedere, cioè, alle necessità specifiche di questo indirizzo di studi, che comporta spese che lo Stato, ovviamente, non copre.
Anche gran parte delle spese di mantenimento delle strutture vengono sovvenzionate grazie alle famiglie degli studenti, che non versano più contributi a beneficio soltanto di proposte e progetti extracurricolari, ma anche per il corretto svolgimento della regolare vita dell´istituto.
Al liceo scientifico Copernico dove, a partire da settembre, verranno eliminati dall´orario ordinario mattutino, come previsto dalla riforma Gelmini, i corsi di seconda lingua straniera, verranno istituite delle classi pomeridiane per queste materie; ed i costi aggiuntivi che questa iniziativa porterà ricadranno completamente sule spalle degli studenti. Infatti per il 75% saranno coperti da un pagamento apposito di circa 100 euro l´anno che verserà chi vorrà usufruire dei corsi, e il restante 25% verrà dal fondo d´istituto, composto dai sempre meno fondi ministeriali e dai contributi delle famiglie.
Il “caro-scuola” ormai non concerne più soltanto il prezzo dei libri, che peraltro resta sempre una grande difficoltà per moltissime famiglie; il peso economico dell´istruzione si fa sentire già al momento dell´iscrizione, con il versamento “volontario” di somme anche elevate che le scuole pubbliche sono costrette a richiedere ad ogni studente, grazie alla continua diminuzione dell´appoggio economico del ministero.
Margherita Fergnani
Csp Pavia

















