25 APRILE: LA LOTTA NON E' ANCORA FINITA!
A 65 anni dalla Liberazione, vogliamo ricordare la lotta di tanti giovani, studenti, lavoratori per sconfiggere un regime che aveva decimato famiglie intere per la gloria del padronato italiano. Campi di concentramento, deportazioni, fucilazioni, arresti, scioglimento dei sindacati e dei partiti, retate poliziesche, divisione dei lavoratori per religione e razza. Il fascismo aveva, ed ha tutt’ora, lo scopo di sottomettere, reprimere e annichilire gli sfruttati. Più si esaltava la nazione, più si obbligavano i lavoratori a turni massacranti nelle fabbriche; più si esaltava l’impero e più si moriva al fronte sotto la frusta dei gerarchi; più si parlava di una “nuova Italia” e più le famiglie facevano la fila con la tessera del pane. Nato sotto l’insegna dell’ordine per fare “rialzare l’Italia”, cadde sotto i colpi di un processo rivoluzionario che era covato clandestino e nel silenzio per oltre 20 anni.
Oggi a fianco di una commemorazione del 25 Aprile resa sempre più istituzionale, retorica e ipocrita, assistiamo a continui attacchi alla nostra memoria da parte di quegli stessi politici che legittimano l’avanzata del neofascismo. Sia esponenti di centro destra che di centro sinistra non hanno fatto altro che annacquare e confondere il racconto della resistenza attraverso beceri espedienti come il tentativo di equiparazione dei partigiani ai repubblichini di Salò, o la proposta di Berlusconi di cambiare l’anniversario della Liberazione in “festa della Libertà”! L’ultima novità in merito a revisionismo storico ce la offre la Gelmini, infatti nelle indicazioni del ministero per lo studio della storia, la resistenza e la liberazione non vengono menzionate. In seguito alle numerosissime proteste di insegnanti, studenti, associazioni, la Gelmini ha fatto dietro front ma la rettifica è stata solo verbale! I tentativi di rimozione del passato, dalla cancellazione dell’esperienza della Resistenza e della lotta di classe sono tutti orientati a legittimare un Governo sempre più autoritario e che lascia spazio alle organizzazioni neofasciste con azioni che si sviluppano in tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni l’estrema destra è cresciuta all’ombra del revisionismo, incoraggiato e sostenuto anche dal centrosinistra e da una parte della sinistra stessa. Per questo è importante riprendere un’azione di controinformazione e radicamento sociale che sveli il ruolo storico dei fascisti e la loro funzione attuale.
Rifiutiamo qualsiasi legittimazione di gruppi neofascisti: da un lato il Governo attacca le condizioni di vita e i diritti dei lavoratori, dall’altro le organizzazioni fasciste fanno il lavoro sporco nei quartieri e nelle scuole con aggressioni a militanti di sinistra, immigrati e studenti dei collettivi. Entrambi perseguono lo stesso scopo: paralizzare qualsiasi aspirazione a lottare.
Casa, lavoro e diritti: l’antifascismo vive solo all’interno della lotta quotidiana di tutti i lavoratori, gli studenti, italiani e immigrati, uniti nella lotta contro gli sfruttatori e i loro cani da guardia fascisti!
L’antifascismo è lotta di classe!
Organizzati e lotta insieme a noi!
Collettivo Autunno Caldo Csu Bologna

















