COLLETTIVO PANTERA MILANO SULLA CHIUSURA DELLA MENSA DI VIA GOLGI

Tutto quello avreste voluto sapere sulla mensa ma non avete mai osato chiedere…


10 domande 10 risposte.

  1. Perché la mensa chiude? La chiusura della mensa è prevista per il 31 luglio 2010. Il Politecnico ha deciso di chiuderla adducendo motivazioni poco plausibili: è lontana da piazza Leonardo e viene utilizzata da pochi borsisti del Politecnico, che hanno a disposizione un badge. Evidentemente per tutti gli altri studenti non è previsto il diritto ad avere un pasto caldo. Negli anni ’70, quando fu costruita, la mensa fu pensata in maniera complementare alla mensa di via Clericetti, di proprietà della Statale, per soddisfare le esigenze di entrambe gli Atenei. Secondo il Politecnico gli accordi del passato non valgono più e ora pensa solo ai suoi borsisti, che peraltro saranno penalizzati anch’essi perché non avranno il pasto gratis e il buono pasto vale sempre meno.

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2. Che progetti ci sono dietro alla chiusura della mensa. Pare che nello stabile di via Golgi vogliano trasferire 1200 studenti a rotazione per mettere l’aria condizionata nelle aule e successivamente fare dei laboratori di chimica. Girano voci che entro 3 anni lo stabile verrà demolito. C’è ancora poca chiarezza rispetto ai progetti reali che stanno dietro a questa decisione sconsiderata: il Politecnico continua a far vedere progetti sempre diversi ripetendo solo che la mensa deve chiudere.

3.  Che alternative propone il Politecnico? L’ultimo progetto del Politecnico propone di ampliare il bar di via Golgi facendolo diventare un bar tavola calda. L’ampliamento verrebbe fatto trasformando l’aula studio, dall’altra parte dello stabile, in sala da pranzo. Già vediamo la scena: uno studente per andarsi a sedere dovrebbe attraversare un corridoio di 50 metri vassoio alla mano e con 1200 studenti che entrano ed escono dalle aule. Verrebbe poi ampliato il bar tavola calda del campus Leonardo, in appalto alla My Chef, che serve pasti surgelati. L’ampliamento avverrebbe “sfrattando” la sala stampa adiacente (in uno scantinato). Ultima opera di ampliamento sarebbe alla mensa della casa dello studente di viale Romagna, aggiungendo dei posti al piano interrato collegandolo con un ascensore con la sala ora esistente. Anche in questo caso, ci sembra poco realistico che gli studenti salgano e scendano con il vassoio in ascensore (premendo i tasti con la terza mano che non manca a nessuno studente..). Infine il Politecnico farà delle convenzioni con i bar e i locali della zona che notoriamente servono pasti a prezzi popolari e con ampi spazi per sedersi.

4. Che alternative propone la Statale? La Statale, a cui viene tolta la struttura in cui faceva mangiare buona parte dei suoi studenti, dovrà ampliare la mensa di via Clericetti e il bar della “balena bianca” utilizzando la terrazza della balena che verrà chiusa con una verandatura e attrezzando l’aula studio adiacente per essere usata nelle ore di punta; i 200 posti circa ricavati saranno usati per una nuova tavola calda. La Statale ha chiesto 90.000€ per questi lavori alla Regione. Peccato che Rossoni li abbia negati.

5. Cosa succederà a settembre? A settembre ci troveremo a dover mangiare pasti per lo più surgelati o panini (visto che le altre mense sono sprovviste di cucina) ammassati in spazi più piccoli e a prezzi decisamente più elevati. O forse saremo costretti, come già tanti studenti fanno, a portarci la schiscetta da casa e a mangiare in aula o all’aperto. A settembre i 33 lavoratori della mensa saranno senza il posto di lavoro, senza cassa integrazione e senza la garanzia di essere riassorbiti dalle altre mense e bar.

6. Chi dovrebbe occuparsene? Tutta questa faccenda vede due principali responsabili: il Politecnico e la Regione Lombardia, che finanzia gli Atenei con 200.000€ all’anno per il diritto allo studio. Il Politecnico però ragiona come una vera e propria azienda: è tutta una questione di gestione di bilancio. Risparmia 200.000€ dalla mensa, ne spende 10 milioni per mettere l’aria condizionata e per i laboratori di chimica in via Golgi per “incentivare la ricerca” (di cui si ricorda solo quando serve una scusa per togliere un servizio) e così guadagna 60 milioni di euro all’anno dai privati che investono nella ricerca fruttuosa. Al Politecnico interessa davvero che i suoi studenti si dedichino a ricerca scientifica di alta qualità o interessa soltanto non perdere i propri investitori e continuare a fare guadagni?

7. Lo sai che ogni anno versi 100€ alla Regione per il diritto allo studio? Ogni studente, sia del Politecnico che della Statale, tutti gli anni versa con la prima rata 100€ alla Regione Lombardia per il diritto allo studio. La politica di chiusura della mensa non rientra certo nel garantire il diritto allo studio. Come dire, non solo i soldi che paghiamo con la tassazione generale non vengono usati per i nostri diritti, ma non lo sono neanche quelli di una tassa scandalosa e indipendente dal reddito. Dove vanno a finire i nostri soldi? Il Politecnico, con la benedizione della Regione, ha dichiarato che può fare quello che vuole con quei soldi.

8. Cosa ha fatto la Regione? Nulla. Se ne è lavata le mani, sostenendo che il Politecnico sia libero di fare quello che vuole con le sue strutture. E’ così che viene garantito il diritto allo studio?

9. Perché la mensa non va chiusa? Per il diritto al lavoro dei suoi dipendenti che lavorano lì da più di 30 anni, per il diritto allo studio per tutti gli studenti, i docenti e il personale, indipendentemente dall’ateneo di provenienza e indipendentemente dal fatto di essere borsisti, per garantire almeno i prezzi calmierati (abbiamo l’arroganza di credere che il pasto essendo un diritto dovrebbe essere garantito e di qualità) e quindi per evitare che gli studenti siano costretti a portare il pasto da casa o a pagare cifre stratosferiche per mangiare nei bar. Bisogna poter garantire i 1500 pasti caldi e in un luogo caldo e accogliente che la mensa di via Golgi offre tutti i giorni. La mensa non va chiusa, al massimo va migliorata.

10. Cosa volete da me? La mensa non si salverà da sola. La mensa e i lavoratori della mensa hanno bisogno del sostegno di tutta Città Studi per impedirne la chiusura. Ci viene negato un servizio e quindi è responsabilità di tutti impedire che questo avvenga. Cos’altro ci toglieranno dopo la mensa? Le aule studio, gli alloggi, le aule computer? Questo è il momento di mobilitarsi! Chiediamo a tutti voi – Sì, anche a te che stai leggendo – di partecipare ai presidi, scioperi, cortei e iniziative proposte dal comitato “Giù le mani dalla mensa”. Non possiamo continuare ad abbassare la testa ogni volta che ci aumentano la retta, che ci tolgono una sessione d’esame, che ci negano un diritto.

Noi del collettivo pantera sosteniamo la lotta

e partecipiamo al comitato

Fallo anche tu!

Fai sentire la tua voce

Solo uniti vinceremo questa lotta!

Per info:

FdP Alessio: 3805027103

Città Studi Irene: 3394090333

Collettivo Pantera Csu

giulemanidallamensa.noblogs.org

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