SCUOLE SUPERIORI IN AGITAZIONE A BOLOGNA: AD UNA “RIFORMA EPOCALE” UNA RISPOSTA DI CLASSE!
Giovedì scorso il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera alla riforma per il riordino dell’istruzione superiore secondaria: dal prossimo anno scolastico questa “riforma epocale” (come definita dalla stessa Gelmini) porterà tagli a non finire su posti occupazionali, indirizzi di studio, orari di lezione. Scuole sovraffollate, orario minimo di lezione, licenziamenti di massa, precarietà, gestione aziendale: sono queste le proposte della futura scuola pubblica destinata a chi non potrà permettersene una di “serie A”.
Sarà insomma finalmente in atto quel progetto che mira alla distruzione della scuola pubblica: progetto in corso da anni, grazie ad una serie di leggi (attuate sia da governi di destra che di centro-sinistra) per lo smantellamento del diritto allo studio. La reazione dell’opposizione istituzionale è stata imminente, ma ancora di più nei licei, negli istituti tecnici e fra i lavoratori della scuola che si stanno organizzando in molte città italiane tramite iniziative (occupazioni, autogestioni, assemblee, presidi…) per riprendere una mobilitazione contro questa crisi e contro il conseguente disfacimento di un’istruzione, che dovrebbe essere pubblica, laica, di massa e di qualità.
D’altra parte questa risposta forte da parte di studenti, insegnanti, precari, non piace: a partire dai presidi-manager, che minacciano l’annullamento dell’anno scolastico per i mancati 200 giorni di lezione obbligatori, ai groppuscoli fascisti, che alzano la voce attacchinando la zona universitaria con volantini di casa pound, lanciando provocazioni agli studenti in lotta del liceo Righi. Questo a dimostrazione che in un movimento che rivendica un cambiamento radicale, capace di incidere nei rapporti di forza con i padroni, l’apoliticismo (“né rossi né neri, ma liberi pensieri”) non può più trovare spazio.
A tutto questo si deve opporre un movimento che sappia portare avanti delle proposte condivise da studenti e lavoratori, che ponga assieme alla lotta per la difesa della scuola pubblica una più complessiva lotta per la difesa dei posti di lavoro, contro i tagli e contro la precarietà: l’unità degli studenti e dei lavoratori è l’unica via per contrastare il governo di Berlusconi, per uscire dalla crisi facendola pagare a chi l’ha creata!
STUDENTI E LAVORATORI UNITI NELLA LOTTAPER:
*RITIRO IMMEDIATO DEI TAGLI E RADDOPPIAMENTO DEI FINANZIAMENTI ALLA SCUOLA PUBBLICA
*ASSUNZIONE DI TUTTI I PRECARI DELLA SCUOLA
*20 ALUNNI PER CLASSE!
*ESTENSIONE DELL’OBBLIGO SCOLASTICO A 18 ANNI!



















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