CSP PAVIA: NEI LICEI BILINGUISMO ADDIO GRAZIE ALLA GELMINI!

Facciata_liceo_Taramelli_PaviaBilinguismo, adieu! Via francese e tedesco dal Taramelli

A partire dal prossimo anno scolastico dovrebbero entrare in vigore i nuovi regolamenti attuativi della riforma Gelmini anche nell’istruzione superiore. Molti dei provvedimenti devono però essere ancora discussi e non sono stati pertanto presentati in forma definitiva; proprio per questo motivo il termine ultimo per le iscrizioni alle superiori per l’anno scolastico 2010-2011 è slittato di due mesi in modo che ragazzi e famiglie possano finalmente, dopo più di un anno di continui aggiustamenti, capire una volta per tutte quali saranno le effettive modifiche che questa riforma apporterà ai diversi piani di studi.

La linea generale su cui sono improntate le modifiche, e la stessa che già è stata ripetutamente criticata, si articola attorno ad un unico grande diktat: tagliare. In primo luogo i costi, naturalmente, e tutto il resto in funzione di questi. Diminuiscono le cattedre, lo Stato risparmierà gli stipendi di moltissimi professori, ma con la diminuzione del monte ore intere materie verranno completamente cancellate. Nei licei ogni indirizzo di studi sperimentale verrà tolto, inclusi quelli che da tempo ormai sono entrati a fare parte delle possibilità di scelta che quasi tutti gli istituti offrono, come ad esempio le sezioni PNI (Piano Nazionale Informatico) o i corsi che prevedono lo studio di una seconda lingua straniera.

Al liceo Taramelli di Pavia queste sezioni sperimentali sono cinque, mentre quattro sono quelle che offrono un corso di studi istituzionale: la maggioranza, quindi, dei nuovi iscritti a questo istituto vedrebbe il corso di studi scelto venire modificato, anzi, venire amputato di quelle materie aggiuntive che costituivano la sperimentazione.

Il nuovo rischio è che i provvedimenti e la diminuzione del monte ore non vengano attuati solo alle classi prime, come si pensava, ma anche alle seconde, sempre allo scopo di contenere ulteriormente le spese, andando così a cambiare un percorso formativo già cominciato, cosa del tutto insensata. Per salvaguardare queste discipline i singoli istituti potrebbero usare le ore previste dall’autonomia scolastica (cioè quel 15% circa del monte ore complessivo che ogni scuola può autonomamente scegliere di destinare a svariate attività), un piccolo escamotage che potrebbe però risultare di difficoltosa attuazione in termini di tempo, vista l’imposizione di ridurre il numero di ore.

L’ultima possibilità che pare prospettarsi all’orizzonte, per evitare di far sparire per sempre l’insegnamento di francese e tedesco che ormai fa parte di una consolidata tradizione, è molto semplice: ogni scuola potrà certamente organizzare dei corsi pomeridiani a pagamento per quei ragazzi che trovandosi con un orario decurtato, avranno molto tempo da dedicare ad interessi extracurricolari, e che potranno così, ancora una volta, far gravare su un bilancio familiare le spese della propria istruzione, spese che lo Stato ha graziosamente rifiutato di sobbarcarsi!

Margherita Fergnani

marghe.evirgola@hotmail.it

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