CAMPAGNA PANTERA DI MILANO VS LA CHIUSURA DELLA MENSA DI VIA GOLGI

Giù le mani dalla mensa!

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Gli attacchi ai lavoratori ed agli studenti non si fermano, anzi, si moltiplicano. L’ultima vittima è la mensa di Via Golgi (Città studi), una delle tre dove gli studenti della Statale possono mangiare.Il CdA del Politecnico ne ha deciso la chiusura, che inizialmente era prevista per il 31 dicembre, ma che poi, grazie alla mobilitazione degli studenti e dei lavoratori della mensa, è stata forse posticipata al 31 luglio 2010 (aspettiamo ancora la conferma); ma anche se è stata prorogata, la musica non cambia: verranno lasciati a casa 40 lavoratori e verrà impedito a tantissimi studenti di avere un luogo dove poter mangiare.La chiusura è stata decisa in accordo con l’azienda che la gestisce per le seguenti motivazioni: è troppo decentrata rispetto al Politecnico, è utilizzata da pochi studenti, si sta decidendo un ampliamento del ventaglio di ristoranti convenzionati con l’università. Ma è così?

VOLANTINO

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LETTERA COMITATO “GIU’ LE MANI DALLA MENSA” AL CDA DELLA STATALE DI MILANO

In primo luogo, la mensa si trova a 5 minuti dal Politecnico di Piazza Leonardo e quindi, diciamocelo, non è una distanza siderale; oltretutto per risolvere il “problema del decentramento”sono state fatte convenzioni con ristoranti che si trovano ad una distanza ancora maggiore rispetto alla mensa! Queste convenzioni, poi, possono essere usate solo dagli studenti borsisti, che sono una minoranza: accedere ad una borsa di studio è più difficile che mai, specie ora che i fondi per l’istruzione pubblica sono stati drasticamente tagliati dalla Legge 133/08. E comunque gli stessi borsisti, che ora mangiano gratuitamente, dovranno pagare 4,5€ a pasto. Chi la borsa non ce l’ha sarà invece lasciato ai prezzi di mercato.

In secondo luogo, non è vero che ci sono pochi studenti: la mensa è usata da centinaia di studenti ogni giorno, compresi molti della Statale. Queste centinaia di studenti si troveranno a non poter più avere un pasto caldo a un prezzo accessibile.

Ai lavoratori (40!) invece, verrà tolto un posto fisso di lavoro e quindi un’entrata fissa al mese e in un periodo di crisi economica significa che molti di loro non sanno come arrivare alla fine del mese!

Sappiamo bene che la mensa che c’è ora non risponde alle reali esigenze degli studenti, ma non è certo chiudendola che si risolverà il problema: i problemi che ci sono oggi sono frutto dell’esternalizzazione del servizio e degli scarsi investimenti. Per questo chiediamo non solo che la mensa resti aperta, ma che ci siano adeguati investimenti per potenziarla e renderla davvero il servizio di cui gli studenti hanno bisogno: un servizio gratuito, di qualità, facilmente fruibile da parte degli studenti. Va aperta una discussione su come rendere più facile agli studenti usufruire del servizio, partendo dal ripensamento dei ritmi di studio che sono evidentemente troppo incalzanti se uno studente non può nemmeno permettersi di mangiare con il dovuto tempo a disposizione.

La mensa non deve essere una fonte di profitto per aziende private, che guadagnano abbassando la qualità del cibo, alzando il prezzo e attaccando i lavoratori: deve essere un diritto garantito dall’università.

Non ci accontenteremo del contentino dei 7 mesi di proroga, ma continueremo a lottare finché il nostro obiettivo non sarà raggiunto: la mensa non deve chiudere, deve restare aperta!

Studenti e lavoratori uniti nella lotta!

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