CAMPAGNA NAZIONALE: 20 ALUNNI PER CLASSE!
Il nome della Gelmini è ormai conosciuto praticamente da tutti gli studenti e associato, giustamente ai tremendi attacchi che stanno distruggendo la scuola pubblica.
Il fulcro di questi attacchi è contenuto in cinque semplici righe, che dicono in maniera semplice cosa si sta facendo all’istruzione pubblica: “…devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni per l’anno 2.010, a 2.538 milioni per l’anno 2011 e 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012.” (L 133/08, Art. 64, comma 6)
Ovviamente devono “derivare per il bilancio dello Stato”, si legge più realisticamente “stiamo tagliando alla scuola pubblica”. Quello che stanno tagliando è una cifra da capogiro: 7832 milioni di euro in 4 anni.
Questi tagli oltre che su strutture, laboratori, materiale e altre voci si scaricano su chi nelle scuole ci lavora, o avrebbe voluto farlo, e per volontà di questo governo non potrà più farlo. Si parla di decine e decine di persone, insegnanti e personale ATA, che non avranno il posto di lavoro.
C’è chi dice che nella scuola professori e personale ATA sono troppi, è che tagliare questi posti di lavoro è salutare perchè eliminagli sprechi. Chiunque studia o lavora nelle scuole sa perfettamente che queste sono solo menzogne inventate ad arte per giustificare un criminale attacco che colpisce da una parte questi lavoratori e dall’altra tutti gli studenti.
Il fatto che tanti lavoratori siano licenziati o non siano assunti, ha delle pesanti ricadute per gli studenti: o diciamo che per qualche strana ragione gli studenti diminuiranno, oppure è evidente che ci saranno pià studenti per ogni lavoratore. Questo, per quanto riguarda gli insegnanti, vuol dire che ci saranno classi più numerose. Ancora una volta, forse la Gelmini o qualche altro ministro può dire che tanto si riuscirà lo stesso a fare lezione senza problemi, ma chiunque viva la scuola ogni giorno sa benissimo che questo non è vero.
Andiamo a vedere alcuni dati
I posti di lavoro tagliati per i professori saranno:
- 42.105 per l’anno scolastico 2009/2010.
- 28.560 per l’anno scolastico 2010/2011.
- 19.676 per l’anno scolastico 2011/2012.
I posti di lavoro tagliati per gli ATA saranno:
- 15.167 per l’anno scolastico 2009/2010.
- 15.167 per l’anno scolastico 2010/2011.
- 14.167 per l’anno scolastico 2011/2012.
Stiamo parlando di almeno 131.841 persone che non avranno un posto di lavoro, cioè non avranno uno stipendio con cui arrivare alla fine del mese.
Davanti a questa situazione, dicevamo, un rimedio è già trovato: alzare il numero di studenti per classe. E infatti l’obiettivo del governo è innanzitutto alzare di 0,40 il rapporto alunni/classe. Ma più di questo dato rende l’idea l’elenco del numero di alunni che devono costituire le classi prime nei vari livelli dell’istruzione pubblica dal prossimo anno scolastico.
-Nella scuola dell’infanzia (asilo) le prime dovranno avere di regola tra i 18 e i 26 bambini, con un massimo di 29.
-Nella scuola primaria (elementari) le prime dovranno avere di regola tra i 15 e i 26 bambini, con un massimo di 27.
-Nella scuola secondaria di I grado (medie) le prime dovranno avere di regola tra i 18 e i 27 bambini, con un massimo di 28 (che diventano già 30 se c’è una classe sola).
-Negli istitituti o scuole secondarie di II grado le prime dovranno avere non meno di 27 alunni, con un massimo di 30. Non basta: nello stesso testo (D.P.R. 81 DEL 20.03.2009) troviamo scritto “che al fine di dare stabilità alla previsione delle classi” (cioè per garantire i tagli), nel fare le classi si può eccedere del 10% rispetto ai numeri previsti. Questo vuol dire che per le scuole superiori ci possono essere classi di 33 alunni!
Cosa vuol dire questo? Innanzitutto lezioni da fare in condizioni impossibili, con classi stipate in aule sovraffollate. Poi quasi possibilità da parte dei professori di seguire le difficoltà personali degli studenti. I ritmi di studio saranno inevitabilmente accelerati e i compiti in classe dilagheranno, essendo l’unico modo per per verificare l’apprendimento di così tanti studenti. Non parliamo poi delle gite: visto che serve un professore ogni 15 studenti, ne serviranno 3 per una sola classe.
Ci potranno ancora essere classi con 20 alunni: saranno le classi con studenti diversamente abili. Ma anche qui, non si creda che il governo faccia qualcosa per sostenre chi ha maggiori difficoltà. Il testo che dice cosa fare è la finanziaria 2008 (approvata dal centrosinistra) che taglia del 30% gli insegnanti di sostegno nel giro di 4 anni. Oltretutto il numero di insegnanti di sostegno per scuola dipende ora dal numero delle classi (1 ogni 4 classi) e non più dal numero di studenti che ne hanno bisogno. E, ciliegina sulla torta, non si possono più assumere insegnanti di sostegno aggiuntivi in caso di handicap particolarmente gravi.Non c’è che dire, il piano della Gelmini riesce a colpire tutti, nessuno escluso. Fra l’altro anche con le classi sovraffollate ci sono troppi pochi lavoratori, ma piuttosto che assumerne, anche a tempo determinato, l’indicazione è: chiedere a quelli di ruolo di lavorare di più. E così, mentre ci sono decine di migliaia di lavoratori buttati fuori dalla scuola, i professori che restano portano tutti a 18 ore la settimana l’orario, e per chi accetta si arriva a 24 ore (teniamo conto che queste sono solo le ore a scuola, mentre un’insegnante lavora poi anche a casa, per formarsi, corregere i compiti, preparare le lezioni e quant’altro). Insomma, succede proprio come in fabbrica, metà dei lavoratori in cassa integrazione o licenziati, l’altra metà a fare gli straordinari.
Quelle che abbiamo speigato fin qui sono alcune delle conseguenze di un disegno che va avanti da anni, che è stato sviluppato da governi di centrodestra o centrosinistra. Il governo Berlusconi, che si distingue per la ferocia degli attacchi contro studenti, lavoratori, disoccupati e pensionati vuole portare l’attacco definito all’istruzione pubblica, in un piano di distruzione dell’intero stato sociale.
E’ uno scandalo obbligarci a fare lezione in strutture fatiscenti, che cadono letteralmente a pezzi, e per di più costringerci a studiare e lavorare in aule sovraffollate venendo così meno alla qualità della didattica. Per questo rivendichiamo che ci sia un limite di 20 alunni per classe: vogliamo un’istruzione di qualità, dove si possano fare lezioni come si deve, dove ogni studente possa essere seguito, dove ci sia spazio per approfondiementi, spiegazioni, dialoghi e non solo un’agenda di compiti in classe uno dopo l’altro.
Oggi questa rivendicazione non riguarda più solo gli studenti: rivendicare che in ogni classe non ci siano più di 20 alunni vuol dire pretendere da una parte per noi la possibilità di apprendere davvero qualcosa a scuola e dall’altra per i lavoratori un posto di lavoro.
Sappiamo che non ci sono differenze che ci dividono. Studenti e lavoratori sono tutti vittima dello stesso attacco. Abbiamo visto, all’inizio di quest’anno scolastico, le lotte dei precari della scuola, presidi e occupazioni dei provvidorati in tutto il paese, per rivendicare il proprio posto di lavoro. Ovunque ci siano lavoratori in lotta, come studenti dobbiamo essere al loro fianco!
Per questo rivendichiamo:
-Non più di 20 alunni per classe.
-Ritiro dei tagli e drastico aumento dei finanziamenti all’istruzione pubblica, a partire dall’immediato raddoppio.
-Contro il taglio dei posti di lavoro e i licenziamenti dei precari: assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori necessari a garantire un’istruzione di qualità. Reddito garantito per gli altri.
-I soldi si prendono dalle spese militari, dai finanziamenti alle scuole private e alla Chiesa, dai finanziamenti a fondo perduto ai padroni di banche e aziende.
Per una scuola pubblica, laica, gratuita, di massa e di qualità!

















